Design Week Milano

MILANO DESIGN WEEK

Nuove prospettive, tra materiali eco-sostenibili e modularità

In occasione della Milano Design Week, Casa delle Lampadine ha osservato le novità dei marchi di design legati all’illuminotecnica. Protagonisti indiscussi i materiali eco-sostenibili e le lampade modulabili.

Almendra di Patricia Urquiola per Flos

LA NATURA ED I MATERIALI

Tra le nuove proposte, la nuovissima Almendra di Patricia Urquiola per Flos presentata nell’esclusivo spazio Orobia 15, è pensata per il futuro e l’innovazione del design. Almendra è anche dedicata alla salvaguardia della natura: la lampada prende infatti ispirazione dalle forme naturali di un ramo con tre petali, designando una semplicità apparente che sfocia in una grande ricerca tecnologica. I materiali utilizzati per la sua creazione sono scelti per avere il minor impatto ecologico possibile. Il modulo principale è infatti creato con un policarbonato derivato dall’olio di pino. La lampada è inoltre composta da materiali disassemblabili per ridurre gli sprechi durante le riparazioni e sia il fusto sia l’apparecchio illuminante sono in alluminio riciclabile.

Anche il Ball Chandelier di Tom Dixon, presente all’interno di Palazzo Serbelloni ed ispirato ai modelli di movimenti dei pianeti presenti nei musei di scienza, rappresenta la volontà di produrre una versione sostenibile del “Minimalismo Espressivo” caratteristico del designer: “Il riciclo è una questione complessa, specialmente quando si tratta un materiale trasparente e modulabile. Durante la produzione si fabbricano delle sfere dalla forma imprecisa che vengono riciclate e riutilizzate per crearne di nuove”. Le sfere sono infatti prodotte al 100% in policarbonato riciclato. Le caratteristiche di resistenza e affidabilità del policarbonato e l’utilità di questo materiale sorprendono per la sua durabilità, fondamentale per l’avvenire nel mondo del design.

Le lampade Stone Pendant e Stone Wall, presenti al The Manzoni, si presentano in una nuovissima versione in marmo di Carrara che va a sostituire il marmo originario della Cina precedentemente utilizzato e si presenta con un anello integrato LED ideato da Tom Dixon per promuoverne la durabilità.

L’interesse del designer verso il marmo è percepibile anche nella collezione Pebble: i piani da tavolo sono creati con ciottoli di marmo naturale estratto in Cina, risultato da un mix di nuance diverse – dal verde al rosa – che si sviluppano grazie all’estrusione di lava sedimentata il cui colore si intensifica col passare del tempo.

Per le luci, se per la nuova Almendra di Urquiola per Flos l’elemento fondamentale è la modularità dell’oggetto che si adatta a diversi ambienti e stili di vita, Davide Groppi se ne fa portavoce. “La luce è libera” e si compone nello spazio attraverso infinite libertà: da qui Endless, striscia adesiva mirata a portare “differenza di potenziale” dove si desidera, permettendo ad ogni parete e soffitto di diventare circuito elettronico dove posizionare la luce. Anche la Reflex, lampada da parete e soffitto – pensata per essere alimentata con o senza il sistema Endless – si mimetizza e amplifica lo spazio, per regalare prospettive inedite in funzione della parete su cui è applicata.

Groppi sviluppa anche il prototipo FM – simile ad una radio e pensata per scrivania o comodino, l’asta modulabile favorisce una luce conica ed avvolgente. Il progetto include un tasto push per la dimmerazione.

LA MODULARITÀ

Protagonista del concetto di modularità per questa edizione della Design Week, il progetto Modular Imagination del compianto Virgil Abloh con Cassina: dei blocchi in legno imbottiti di bio-poliuretano utilizzabili singolarmente o assemblabili per ottenere dei mobili di complemento design.

Modular Imagination di Cassina e Virgil Abloh

Ultimo, ma non per importanza, il sorprendente progetto a edizione limitata dell’iconico Arco K dei fratelli Castiglioni per Flos: 2022 pezzi per una delle lampade da terra con arco modulabile più famose al mondo, in una versione esclusiva con base in vetro.

Nuovo Spazio DCW

UN NUOVO CAPITOLO PER CASA DELLE LAMPADINE

Da questo mese, Casa delle lampadine si rinnova con un nuovo spazio situato all’indirizzo storico di via Gioberti 38: non un’estensione dello showroom ma un luogo dedicato alle opportunità per le piccole, medie e grandi aziende legate al design. Lo spazio sostituisce lo storico banco per l’acquisto di lampadine – servizio spostato di fronte, in via Legnano 9 – e sarà a disposizione di studi di architettura, di designer e di artisti che desiderano creare una realtà indipendente per la durata di quattro mesi, per un totale di tre esposizioni diverse durante l’arco dell’anno.

La prima azienda che aderisce a questo nuovo capitolo di Casa delle lampadine è l’azienda francese DCW éditions, con un’area dedicata aperta a partire dal 20 maggio.

Su DCW éditions

Fondata da Philippe Cazer e Frédéric Winkler nel 2008, DCW éditions è un marchio francese di illuminazione dedicato ad oggetti le cui radici sono nel passato, ma il cui uso è nel presente e la cui visione è rivolta al futuro. Questi oggetti hanno tre cose in comune: sono ben concepiti, ben progettati e ben fatti. “L’oggetto è un compagno di vita ed è concepito per durare e fare da testimone tra le generazioni. La nostalgia non è il fil rouge di DCW éditions. Ciò che importa è creare oggetti veri, che siano in grado di superare la prova del tempo. Le diverse collezioni – Lampe Gras, Mantis, In The Tube, The ISP Lamp, Here Comes the Sun, Les Acrobates de Gras, the MbE Mirrors – sono in permanente dialogo tra di loro, e fanno da testamento all’obiettivo di DCW éditions: la produzione di oggetti senza tempo, che non cedono mai alle mode”.

All’inizio dell’avventura, DCW éditions recupera il lavoro del designer Bernard-Albin Gras, ideatore della celebre Lampe GRAS. Le Corbusier ne fu sedotto, diventando ben presto uno dei suoi più entusiasti sostenitori. Un altro designer la cui visione si rivelerà senza tempo è Bernard Schottlander con la serie di lampade MANTIS: DCW éditions ne cura la riedizione nel 2013.

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DCW éditions collabora anche con la nuova generazione di designer contemporanei come Simon Schmitz, Vantot studio, Ilia Sergeevich Potemine, Giulia Liverani, Philippe Nigro, Grégoire de Lafforest, Jean-Louis Frechin e BrichetZiegler.

Maison & Objet 2022

Maison & Objet 2022 

Maison & Objet 2022 

Maison & Objet 2022: ripartenze e prospettive

Ripartenze e prospettive

L’ultima edizione di Maison&Objet, la fiera parigina dedicata al design internazionale, l’home decor e il lifestyle, è un appuntamento immancabile per riflettere sulle prospettive future per il design, scovare talenti e trovare un dialogo tra arte, cultura, decorazione e tendenze.

La sua capacità unica di generare connessioni e accelerare il business ed il suo talento nell’evidenziare le nuove tendenze vedono protagonista di questa edizione una nuova visione del lusso declinato in due espressioni creative, definite Uber lux e Lux populis dal team Maison & Objet.

Tables Mira by Maison Dada

Questi due stili, tendenti al desiderio di immaginazione sfrenata, vedono l’Uber lux impegnato in un connubio tra l’artigianalità e le nuove tecnologie: esempi come la libreria Dujiangyan Zhongshuge a Chengdu, firmata da X+Living, ma anche il successo di designer che propongono edizioni limitate tra il design e l’opera d’arte (vedi Chromatica 265 di Flos), sono esempi pratici di questa nuova fase visionaria del design. I materiali seguono questo trend, con fili di seta, rame e led nei tessuti. I divani si stanno trasformando da semplici sedute in oggetti iper-connessi. Una nuova forma di design che ha un piede radicato nel passato e l’altro pronto a saltare nel futuro.

Tables Mira by Maison Dada

Tables Mira by Maison Dada

Questi due stili, tendenti al desiderio di immaginazione sfrenata, vedono l’Uber lux impegnato in un connubio tra l’artigianalità e le nuove tecnologie: esempi come la libreria Dujiangyan Zhongshuge a Chengdu, firmata da X+Living, ma anche il successo di designer che propongono edizioni limitate tra il design e l’opera d’arte (vedi Chromatica 265 di Flos), sono esempi pratici di questa nuova fase visionaria del design. I materiali seguono questo trend, con fili di seta, rame e led nei tessuti. I divani si stanno trasformando da semplici sedute in oggetti iper-connessi. Una nuova forma di design che ha un piede radicato nel passato e l’altro pronto a saltare nel futuro.

Henri Bursztyn - x - Kandella

Henri Bursztyn x Kandella – ©Romain Jouault

La contrapposizione è il Lux populis, dove si esplorano nuovi vivaci percorsi traendo ispirazione dalla street culture, guidati da una generazione digitale, dove la cultura pop e i valori di inclusività rappresentano i pilastri portanti di un’epoca ricca di contaminazioni e di “collab” . È un trend che a tratti presenta caratteristiche nostalgiche e retro: basti pensare a Tag Heuer e alla collaborazione con Super Mario, o ancora a Leblon Delienne X Mickey Mouse. I protagonisti del lux populis si accorpano in una generazione del consumo e della creatività iper-lucida e veloce.

Mickey Sparkling by Thomas Dariel X Leblon Dalienne Courtresy of Leblon Dalienne

Mickey-Sparkling-by-Thomas-Dariel-X-Leblon-Dalienne-Courtresy-of-Leblon-Dalienne

Mickey Sparkling by Thomas Dariel X Leblon Dalienne Courtresy of Leblon Dalienne

La contrapposizione è il Lux populis, dove si esplorano nuovi vivaci percorsi traendo ispirazione dalla street culture, guidati da una generazione digitale, dove la cultura pop e i valori di inclusività rappresentano i pilastri portanti di un’epoca ricca di contaminazioni e di “collab” . È un trend che a tratti presenta caratteristiche nostalgiche e retro: basti pensare a Tag Heuer e alla collaborazione con Super Mario, o ancora a Leblon Delienne X Mickey Mouse. I protagonisti del lux populis si accorpano in una generazione del consumo e della creatività iper-lucida e veloce.

Secondo l’architetto Elizabeth Leriche, la ricerca post-pandemica in ambito domestico vede protagonisti il comfort e la flessibilità degli spazi e, dunque, l’inventiva e la creatività: “L’idea – dice Leriche – è quella di entrare sempre più in contatto con la natura e con l’essenza degli spazi per dare una nuova vita alle nostre case. Vengono enfatizzati infatti il rustico con l’utilizzo di fibre naturali e bambù, il vintage – soprattutto tra i millennials, profondamente legati alle possibilità dello shopping online. Un’ode alle forme della natura ed un’abbondanza di curve, si preferiscono materiali naturali di cui è possibile rintracciare le origini e che puntano all’autenticità e all’essenzialità”.

Quest’ultima edizione di Maison & Objet ha permesso di avere una visione più lucida e chiara sul complice dualismo nel mondo del design: da un lato, forme sperimentali senza limiti ed iper-connesse. Dall’altro, il comfort e la semplicità di materiali ed oggetti riconducibili a un’epoca e ad un contesto ben preciso.

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Flos Chromatica 265

Flos Chromatica 265 

Flos
Chromatica 265
 

La semplicità è complessità risolta

La semplicità è complessità risolta

L’ecletticità e l’intuizione dell’architetto Paolo Rizzatto, ideatore dell’iconica lampada Flos Chromatica 265, lo rendono un punto di riferimento nel mondo del light design. Grazie alla re-edition di questo modello storico  – prima immaginato solo in bianco e nero – ci offre le basi per una riflessione che va oltre la mera funzionalità.

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Chromatica 265 – Flos

Per il progetto Flos Chromatica 265, Rizzatto ha messo su carta varie istanze: storiche, tipologiche, funzionali, utopiche e tecniche, lavorando a fondo su queste basi per dar vita alla progetto Chromatica 265, oggetto iconico e dal design semplice ed intuitivo in cui estetica e funzionalità s’incontrano. Il designer desidera dunque rendere omaggio alla pittura ed ai suoi colori primari: il giallo, il rosso ed il blu sono il punto di partenza per creare altre tonalità, prospettando un’apertura verso nuove possibilità, con una naturale progressione del concetto stesso.

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Chromatica 265 – Flos

Rizzatto lavora sul concetto di composizione, sottolineando l’importanza di partire da una materia che è in armonia con il suo periodo storico e di lì reinventarsi realizzando qualcosa di nuovo conforme con la natura e l’anima del nostro tempo, avendo però la consapevolezza che le basi del futuro sono ben radicate nel passato. La Flos Chromatica 265 è nota per la sua versatilità, dal design tanto semplice ed intuitivo quanto tecnico e preciso. Si tratta di una lampada da parete a LED composta da un riflettore e da un braccio in acciaio orientabile verso qualsiasi direzione e fissata alla parete in posizione asimmetrica.

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Chromatica 265 – Flos

Rizzatto lavora sul concetto di composizione, sottolineando l’importanza di partire da una materia che è in armonia con il suo periodo storico e di lì reinventarsi realizzando qualcosa di nuovo conforme con la natura e l’anima del nostro tempo, avendo però la consapevolezza che le basi del futuro sono ben radicate nel passato. La Flos Chromatica 265 è nota per la sua versatilità, dal design tanto semplice ed intuitivo quanto tecnico e preciso. Si tratta di una lampada da parete a LED composta da un riflettore e da un braccio in acciaio orientabile verso qualsiasi direzione e fissata alla parete in posizione asimmetrica.

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Viene concepita per rispondere a bisogni reali del nostro tempo, quali la praticità dell’oggetto e il recupero degli spazi. Rappresenta un articolo di design usufruibile dalla sala da pranzo alla scrivania, per chiunque desiderasse non occupare la propria superficie con una lampada voluminosa. Grazie alla sua luce diretta, permette di apprezzare l’insieme dei dettagli, offrendo allo stesso tempo un’immagine di equilibrata compostezza all’interno di un ambiente architettonico.

Secondo Rizzatto, l’intervento nel contemporaneo è una conseguenza logica dell’esperienza storica. L’emblematica lampada Flos Chromatica 265 rappresenta la traduzione pratica di un’idea di design in cui la complessità diventa semplice, originale e funzionale.

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La Bellotta

LA BELLOTTA

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CATEGORIA: ABITAZIONE

Grazie alla collaborazione degli architetti ed esperti di illuminotecnica di Casa delle lampadine con l’Architetto Elda Zengiaro, il progetto La Bellotta ha preso forma, diventando una delle personalizzazioni di ambienti domestici di successo dell’anno scorso.

L’obiettivo di partenza era quello di unire le caratteristiche tipiche degli antichi cascinali di campagna all’open space del loft, ottenendo uno grande spazio funzionale costituito da sottozone dedicate e correlate tra loro. Gli spazi domestici che si compenetrano, necessitano un’illuminazione flessibile, in grado di illuminare la zona in uso ma al contempo di essere coerenti con quelle attigue.

Nell’ambiente del soggiorno unito alla zona studio, la versione dimmerabile dell’Infinito di Davide Groppi fornisce una luce diffusa e discreta che, unita alle Masai e alle Sol 2 sempre di Groppi, conferisce un’intima profondità all’ambiente. L’atmosfera viene controbilanciata dalla luce raccolta dell’Arco di Flos, indispensabile per permettere flessibilità per spostamenti futuri senza tuttavia perdere la possibilità di luce diretta sul luogo di lavoro.

In cucina e sala da pranzo, lo studio si è focalizzato sulla praticità delle preparazioni unita al piacere del momento di raccoglimento intorno al tavolo: la Luceplan Compendium a Sospensione fornisce infatti una luce diretta sul tavolo da cucina in ottone. Sul tavolo rosso fiammante della sala da pranzo, spiccano dolcemente 3 AIM di FLOS.

Anche nella camera padronale, l’illuminazione diffusa e piacevole ha incontrato la sfida di doversi interfacciare con una camera con soffitti alti quasi 7 metri. Le due SAMPEI 440 di Groppi hanno permesso di conferire una luce che sembra arrivare dal cielo. Le due luci a parete Costanza di Luceplan sono invece state poste in basso, all’altezza della testiera del letto.

Nel bagno principale, le IC S1 di Flos sono riproposte in compagnia delle applique Talo di Artemide. Le eleganti MISS di Groppi creano una zona relax, ideale per un bagno rilassante.

Lo scalone a quattro rampe col setto in cemento come ringhiera, unito alle piastrelle somiglianti ad un vecchio battuto in cemento, la colonna in ghisa, il muro tra zona pranzo e cucina che sembra vecchio e scrostato, uniti alla scelta dei mobili e alle luci di design, rendono La Bellotta uno spazio unico, contemporaneo ed accogliente.

CREDITI

Progetto Arch. Elda Zengiaro
Foto di Fabio Oggero

Tom Dixon

Tom Dixon 

Tom
Dixon
 

Comunicare e progettare

Comunicare e progettare

La creatività poliedrica di Tom Dixon lo vede da più di un decennio uno dei designer più completi nel campo dell’illuminazione, dell’arredamento e dell’accessoristica. Dagli inizi come saldatore d’acciaio di recupero per la trasformazione in pezzi d’arredo radicali, Tom Dixon si è continuamente reinventato, lavorando con Cappellini e come direttore creativo di Habitat, fino a creare il proprio brand, unendo i punti di una carriera instancabile e riconosciuta a livello globale, tra product design e industria.

La diversità dei prodotti Casa delle lampadine e la molteplicità artistica di Tom Dixon s’incontrano nello showroom al piano terra di via Gioberti 38, in uno spazio narrativo dedicato alla materialità lavorata e allo studio architettonico.

Showroom Casa delle Lampadine, Torino

È proprio qui che Casa delle Lampadine non offre un prodotto, bensì l’esperienza Tom Dixon nella sua globalità, dove lo studio e la ricerca diventano innovazione e materia.

Melt Sospensione – Tom Dixon

Come la collezione di lampade Melt; luminose sfere distorte e moderne, dalla forma imperfetta, simile ad un ghiacciaio che si sta sciogliendo e alla fusione del vetro soffiato. Con la sua luce attraente, diffusa e ipnotizzante quando è accesa, contrapposta ad un effetto a specchio quando è spenta.

Melt Sospensione – Tom Dixon

Come la collezione di lampade Melt; luminose sfere distorte e moderne, dalla forma imperfetta, simile ad un ghiacciaio che si sta sciogliendo e alla fusione del vetro soffiato. Con la sua luce attraente, diffusa e ipnotizzante quando è accesa, contrapposta ad un effetto a specchio quando è spenta.

Showroom Casa delle Lampadine, Torino

Bell – Tom Dixon

A completare l’ambiente Tom Dixon, Flash: il tavolo dalla superficie metallica e riflettente, oggetto immancabile nella collezione Tom Dixon insieme a Fat, sedia semplice, elegante e modulabile. Progettata per abbracciare il corpo, Fat è realizzata in schiuma modellata, rifinita a mano ed imbottita da artigiani esperti.

Flash – Tom Dixon

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La luce in cucina

La luce in cucina 

La luce
in cucina
 

L’ingrediente oltre il piatto

L’ingrediente

oltre il piatto

Se l’esperienza gastronomica al ristorante è una necessità culturale e sociale, la progettualità della luce che la incornicia è un elemento imprescindibile per la sua riuscita. Attraverso questa prima newsletter dedicata alla luce nell’ambito della ristorazione, Casa delle Lampadine desidera condividere il pensiero espresso da Gualtiero Marchesi, avido promotore del lighting design e fan dell’Arco di Castiglioni: “la luce è un tramite per veicolare la materia”, è cioè parte integrante del piatto e dell’esperienza stessa.

Tetatet davide groppi ristorante

Casa delle Lampadine x Luogo Divino, Torino

L’ambiente creato con una luce ben studiata rappresenta un valore essenziale per un’esperienza appagante per il commensale e per il ristoratore, come un ingrediente che si fonde col piatto e con l’ambiente circostante. Inoltre, una resa cromatica alta, dai 90 in su, permette ai colori degli ingredienti di esprimersi al meglio e di mostrare la verità nel piatto. Molti lighting designer hanno ascoltato la necessità di mostrare questa verità, creando lampade che sono diventate veri e propri oggetti di culto nel mondo del design legato alla ristorazione: tramite il concetto di “Luce nel piatto”, Davide Groppi ha analizzato il ruolo centrale della luce in ambito teatrale ed artistico – riferendosi in particolare a Caravaggio – applicandolo ad una progettazione in cui la luce stessa diventa parte integrante della scena e dell’esperienza a tavola.

Il tavolo diventa dunque il palcoscenico da illuminare, il perimetro che raccoglie l’intimità dei commensali. Non è un caso il fatto che il nome TeTaTeT, la lampada-pioniera di Groppi che ha aperto la strada al mercato dell’illuminazione “da tavolo” nella ristorazione, faccia riferimento ad un incontro a due circoscritto nell’esperienza a tavola. Questa lampada da tavolo a batteria con base magnetica e accensione con tecnologia touch, porta un cono di luce dove questa non è mai riuscita ad arrivare, slegando il posizionamento di lampadari e plafoniere in corrispondenza dei tavoli. La libertà di TeTaTeT sta nella possibilità di applicarla a contesti interni ma anche a dehors estivi, adattando l’intensità della luce grazie alla sua tecnologia dimerabile.

Designer emblematici come Groppi e la sua Miss, una lampada a sospensione minimale, ma anche studi più giovani come Olivelab di Giulia Liverani e Marco Signoretto, hanno saputo interpretare l’importanza della luce circoscritta. Attraverso progetti come la lampada D.01 Pendant 15, un elegante cilindro in alluminio dotato di accensione a sfioramento, Olivelab ha dato significato ad un gesto essenziale e significativo in cui la luce sta anche nell’atto di accenderla e, simbolicamente, di far iniziare il servizio e l’esperienza. Non a caso, la creatività linguistica del duo torinese, ha catturato l’attenzione del grande pubblico e anche di sviluppatori come DCW Éditions.

Casa delle Lampadine x Luogo Divino, Torino

Designer emblematici come Groppi e la sua Miss, una lampada a sospensione minimale, ma anche studi più giovani come Olivelab di Giulia Liverani e Marco Signoretto, hanno saputo interpretare l’importanza della luce circoscritta. Attraverso progetti come la lampada D.01 Pendant 15, un elegante cilindro in alluminio dotato di accensione a sfioramento, Olivelab ha dato significato ad un gesto essenziale e significativo in cui la luce sta anche nell’atto di accenderla e, simbolicamente, di far iniziare il servizio e l’esperienza. Non a caso, la creatività linguistica del duo torinese, ha catturato l’attenzione del grande pubblico e anche di sviluppatori come DCW Éditions.

Ristorante con Neuro di Davide Groppi

Casa delle Lampadine x Pank, Torino

Agriturismo Val Chiusella illuminazione

Casa delle Lampadine x Rantan, Trausella (To)

La progettualità nel campo della ristorazione studiata da Groppi si ritrova in altre luci emblematiche come Neuro, una rivisitazione dei vecchi impianti elettrici, con cui Groppi ha fatto di necessità virtù: ancora una volta, Groppi porta la luce dove la si vuole, partendo da una presa elettrica ed usando cinque semplici elementi: una spina, un cavo, degli isolatori, un portalampada ed una lampadina led. Il cavo di Neuro diventa così un elemento decorativo adattabile alle esigenze pratiche.

Tra gli esempi più emblematici in campo di lampade legate all’universo gastronomico, l’Aplomb di Foscarini racchiude una raffinatezza stilistica unica: se posta ad un’altezza di circa 70 centimetri dal piano, il conetto di cemento esprime al meglio il concetto di matericità unita al minimalismo della concentrazione della luce verso il basso.

Showroom Casa delle Lampadine, Torino

Illuminare in maniera generalista porta ad un appiattimento dell’ambiente. Se studiare gli spazi, la presenza di luce naturale all’interno del ristorante e i colori dei piatti è essenziale, una luce ben scelta contribuisce alla vicinanza, alla concentrazione estetica e gustativa, alla strada verso la verità nel piatto.

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Ristorante La Posteria

LA POSTERIA

La posteria cibo vino e light design
Dehors illuminazione di design

CATEGORIA: RISTORANTE

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CREDITI

Foto di Simone Cocco

Ziccat

ZICCAT

Vetrina con lampada a sospensione di design
Illuminazione per banconi e vetrine
Ziccat-4

CATEGORIA: CIOCCOLATERIA

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Illuminazione per negozi a torino
Light design per negozi

CREDITI

Foto di Simone Cocco

Rantan

RANTAN

Catellani & Smith light design ristorante
Catellani & Smith sospensione
Agriturismo Rantan Light design
Sospensione davide groppi piano cucina

CATEGORIA: RISTORANTE

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Agriturismo Val Chiusella illuminazione
Illuminazione di design per agriturismo

CREDITI

Foto di Simone Cocco