Illuminazione e lavoro: lo studio di Gewiss e Censis
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Illuminazione sul lavoro: la situazione italiana

Casa delle Lampadine - giovedì, 31 agosto, 2017

Che una buona illuminazione sia imprescindibile per la salute delle persone, anche sul luogo di lavoro, è ormai un dato acquisito.
Per vedere effettivamente quanto gli italiani siano soddisfatti in merito alla luce cui sono esposti mentre lavorano, il Censis ha condotto un’indagine ad hoc per conto di Gewiss, l’azienda tricolore che si occupa di energia, domotica e illuminotecnica.

I risultati della ricerca

I risultati sono stati, nel complesso positivi: l’80% dei nostri connazionali, infatti, si è dichiarato soddisfatto in merito.
Non va però trascurato il 17,2% degli intervistati (corrispondenti a 3,7 milioni di italiani) composto da quanti non credono che l’illuminazione nel proprio ambiente lavorativo sia adeguata e che a testimonianza di ciò lamentano i propri problemi di vista. In generale, la ricerca ha mostrato che questi ultimi sono in aumento a livello esponenziale.

In cima alla classifica degli insoddisfatti troviamo gli operai dell’industria: il 43,4% di essi, infatti, ha spiegato di non godere di luce adeguata per lavorare. L’aspetto che causa le maggiori lamentele è l’impossibilità di gestire e modulare la luce in modo autonomo mentre si svolgono le varie attività. La richiesta, insomma, è quella di una “luce su misura”.

Come evidenzia l’indagine condotta da Gewiss e Censis, non a caso, è presente una chiara correlazione positiva tra la gestione autonoma della luce e la percezione di lavorare in un ambiente che sia adeguatamente illuminato. L’84% dei lavoratori che possono regolare autonomamente la luce (sia localizzata, sia generale) cui sono esposti, la giudicano assai adeguata e funzionale al proprio lavoro. Di contro, invece, i lavoratori che non godono di autonomia nella gestione dell’illuminazione presentano un rischio doppio in quanto a insoddisfazione riguardo dell’illuminazione sul posto di lavoro.

I fattori che hanno influenzato lo studio

Ad avere un peso su quanto è emerso dall’indagine sono stati vari fattori, tra cui, il più pesante, è stato l’età media dei lavoratori che è oggi mediamente più alta (con gli under 35 al lavoro calati del 42,6% dal 1993 al 2017 del 42,6% e i lavoratori nati tra il 1945 e il 1964 aumentati, nello stesso periodo, del 39%). In buona sostanza, nell’arco di vent’anni, i lavoratori tra i 15 e i 24 anni sono scesi del 64,9%, mentre gli over 55 registrano un +77,4%.
Le differenze di età portano con sé anche diverse considerazioni legate all’importanza della luce. Come esempio di ciò, prendiamo quello dei Millennials, per i quali la luce deve necessariamente rispondere alle esigenze di benessere e sostenibilità.

A proposito di sostenibilità

La stessa ricerca in questione ha evidenziato che il 51,2% degli imprenditori afferma di aver adottato misure specifiche per risparmiare sui consumi connessi all’illuminazione mediante l’introduzione di sistemi di illuminazione LED ad alta efficienza (per dall’82,2% degli intervistati), ma anche con l’installazione di sistemi automatici di spegnimento delle luci (secondo il 24,8% del campione) e infine grazie all’introduzione di sistemi regolamentazione automatica del flusso luminoso (scelti dall’8,7%).
Se questi dati rendono chiaro che siamo ancora lontani da una logica di governance globale dell’illuminazione che sia smart e ad alto tasso di personalizzazione, va detto che è aumentata la consapevolezza, sempre tra gli imprenditori, della correlazione tra illuminazione adeguata e comfort sul lavoro: l’88,5% di loro, infatti, sostiene che illuminare il luogo di lavoro in modo adeguato possa avere un impatto positivo sulla voglia dei lavoratori di recarvisi.

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