Ancora sul LED: la parola a Carlotta De Bevilacqua
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LED: la parola a Carlotta De Bevilacqua

Casa delle Lampadine - giovedì, 4 maggio, 2017

Tra le prime personalità ad aver abbracciato in toto la filosofia LED, sicuramente va annoverata l’architetto Carlotta De Bevilacqua, che è docente al Politecnico di Milano, nonché vicepresidente di Artemide e presidente di Danese Milano.

È infatti già dal 2000 che, lavorando in Artemide, la De Bevilacqua ha deciso di iniziare a progettare lampade che impieghino questa tecnologia. Ecco le sue parole, ancora piene di entusiasmo dopo 17 anni: “Portiamo la luce dove c’è buio, come nel secolo dei Lumi. Il led segna un cambio di paradigma incredibile: non siamo più di fronte a una sorgente luminosa tradizionale, quella con il filamento incandescente, ma a un fenomeno legato alla fisica quantistica. Questo diodo luminoso è micro: mentre la fluorescente era lunga e l’incandescente era grande, il led è piccolissimo, e misura a partire da 2 millimetri”.

Perché il LED

Il LED è una sorgente luminosa la cui potenza è inversamente proporzionale al suo ingombro. La luce emessa è 10 volte più potente di quella di una alogena e a dare vantaggi è anche il ciclo di vita che, essendo pari a 200.000 ore, risulta lungo 10 volte tanto quello di una lampadina fluorescente.
Se poi all’inizio da un LED si otteneva un 30/40% di luce, ora si è arrivati al 70% e si auspica che, nei prossimi anni, si possa sfruttare l’energia impiegata al 100%.
La De Bevilacqua prosegue: “Oggi siamo autori del nostro paesaggio luminoso, con i led di nuova generazione che hanno una resa cromatica più elevata possiamo creare infiniti scenari di luce e gestirli tramite le app. Nei laboratori lavoriamo sul colore della luce, misceliamo colori rgb e luce bianca di diverse temperature di colore per creare la luce più adatta per l’uomo”.

Le polemiche

Il LED, soprattutto negli ultimi tempi, è stato bersaglio di una serie di critiche, per gli effetti negativi che la luce blu potrebbe avere nell’organismo. La De Bevilacqua, invece, ha spiegato che essendo i led un diodo a emissione blu associato a fosfori per la produzione di luce bianca, le luci di maggiore qualità sono progettate in maniera tale da non recar danno all’uomo, con una temperatura di colore compresa tra i 2700 e i 4000 gradi kelvin.

Il futuro

Attualmente, la luce LED è impiegata in qualsiasi campo: dalla medicina alle comunicazioni. È su questo, infatti, che si basa il li-fi. “Accendo una lampada a led e sono connessa con il mondo, con una connessione 30 volte più veloce del normale wi-fi e più sicura perché le informazioni arrivano unicamente al mio indirizzo Ip, e non ci sono interferenze con le onde elettromagnetiche, quindi posso essere online anche in aereo” ha spiegato Carlotta De Bevilacqua.
Guardando avanti, invece, si vede già la generazione Oled all’orizzonte che si differenza da quella LED per il fatto che, mentre il secondo è puntiforme e si basa su uno strato di silicio minerale, il primo, facendo leva sul carbonio organico e presentando una superficie più ampia in grado di generare l’emissione di luce, garantisce una luce più flessibile e dalle applicazioni molto più vaste.

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