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Udine si converte al LED

Laura Donati - venerdì, 15 aprile, 2016

Lo skyline notturno di Udine sta per cambiare.
Il capoluogo friulano, infatti, ha stipulato un nuovo contratto di illuminazione pubblica che è entrato in vigore il 1° aprile 2016.
Quest’ultimo prevede la sostituzione di 9200 punti luce (ovvero il 70% dei 13.741 totali) con delle lampade da LED, moderne e amiche del’ambiente.
Tutto questo ha comportato un investimento complessivo pari a 15 milioni di euro circa.

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La notizia è stata diffusa da palazzo D’Aronco e dagli uffici di AcegasApsAmga che continuerà a erogare il proprio servizio essendo parte del raggruppamento temporaneo d’imprese Consorzio Stabile Energie Locali S.c.a.r.l., aggiudicatosi il lotto 2 Triveneto di Consip.

Con questo importante cambiamento, che prenderà avvio questa estate per concludersi nel 2017, è stato calcolato che ogni anno si risparmieranno ben 2900 MWh.
Le emissioni di CO2, poi, saranno ridotte a 1300 tonnellate annue.
Non diminuirà, invece, l’efficienza luminosa, destinata a crescere del 15%.
La scelta di Udine, quindi, è non solo ecologica ma strizza anche l’occhio alla sicurezza stradale.

Il sindaco Furio Honsell, interrogato sull’ambizioso progetto, ha affermato: “Da quando abbiamo deciso di aderire al patto dei sindaci nel 2009 per il contenimento delle emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, l’esigenza di contenere il fabbisogno di energia in ogni settore applicativo è stato sempre uno dei principali obiettivi che questa amministrazione ha cercato di perseguire”.

Il nuovo contratto per l’illuminazione pubblica della città friulana ha una durata di 9 anni.

Grande eccitazione è stata quella espressa da Enrico Pizza, assessore alla Mobilità e all’Ambiente, che ha affermato: “In questo modo Udine, la città che ha dato i natali al grande Arturo Malignani, padre dell’illuminazione pubblica, sarà tra le prime città capoluogo in Italia ad avere una rete di illuminazione completamente a LED”.
L’assessore prosegue: “La tecnologia LED non è una novità per l’amministrazione, perché prima di una applicazione massiva come quella che ci si prefigge di fare, è già stata sperimentata con buoni risultati su tratti di impianti al di fuori delle sedi stradali come piste ciclabili e pedonali. Questo periodo di sperimentazione è servito a verificare che la tecnologia LED venisse opportunamente testata e valutata, oltre che a giungere ad uno standard tecnico-economico tale da essere presa in considerazione per una applicazione su larga scala e che potesse essere quindi considerata una valida alternativa alle ultime lampade al sodio ad alta pressione”.

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